Malattia dei gatti e di altri mammiferi, è causata da un protozoo parassita del genere Toxoplasma, che ha proprietà simili ai patogeni della malaria. I Protozoi sono organismi formati da una sola cellula e sono fra le creature più semplici del regno animale. Questo organismo è stato scoperto la prima volta nel Gundi, un roditore dell'Africa Settentrionale. I gatti, domestici e selvatici, sono ospiti definitivi e sono la principale riserva di infezione parassitaria. I gatti domestici sono importanti nella trasmissione del toxoplasma ad altri animali e all'uomo, che per il parassita sono solo ospiti intermedi. Un'altra importante via di trasmissione è il consumo di carni crude. I gatti si infettano con il toxoplasma ingerendo il parassita in uno dei suoi tre stadi infettivi: cisti, ovocisti o tachizoite.

Trasmissione nell'uomo

Le oocisti per poter causare la toxoplasmosi devono essere ingerite. Possono essere trasmesse esclusivamente con le feci o con la carne del gatto. In casi rari ci si può infettare in seguito a trasfusioni di sangue.

Alcuni dati

Agente infettivo: Toxoplasma Gondii (nell'immagine), parassita intracellulare obbligato; ospiti intermedi: tutti gli animali a sangue caldo; ospiti definitivi: tutti i felidi (che liberano le oocisti con le feci). Stadi infettivi: sporozoiti (nell'ambiente); tachizoiti (nell'apparato gastroenterico); bradizoiti (nei tessuti extraenterici, soprattutto nel sistema nervoso centrale, nei muscoli e negli organi viscerali). Tempo di sviluppo delle oocisti: da uno a cinque giorni in condizioni ambientali adeguate. Non si diffonde in ambienti con temperature estreme oppure ad altitudini elevate. Trasmissione nel gatto o nel cane: tramite ingestione di tessuti di animali infetti, di cibo o acqua contaminati, congenita attraverso la placenta. Solo il gatto elimina le oocisti con le feci.

Sintomi

La toxoplasmosi non è facilmente diagnosticabile limitandosi agli aspetti clinici, perché presenta sintomi simili a quelli di altre malattie. Nel gatto è associata quasi sempre a FIV, FeLV, FIP o emobartonellosi. I sintomi sono: febbre elevata, anoressia, letargia, ascite, ittero, dispnea, vomito, diarrea, pancreatite, iperestesia muscolare, andatura rigida, crisi convulsive, atassia, uveite anteriore e posteriore, iridociclite, cheratite precipitante e distacco della retina, raramente toxoplasmosi cronica sub-letale. Nel cane è associata quasi sempre a cimurro e grazi infezioni. I sintomi sono respiratori, neuromuscolari, gastrointestinali, cardiaci, iridociclite, uveite anteriore, retinite, iperplasia dell'epitelio cicliare, neurite ottica.

Come ridurre l'esposizione

Le cisti nei tessuti possono essere distrutte cuocendo accuratamente le carni a una temperatura interna di 70 gradi per almeno 20-30 minuti. Congelamento e scongelamento, affumicamento, salagione o salamoia non distruggono con sicurezza le cisti nella carne.
Per prevenire gran parte delle trasmissioni, evitare il contatto dei gatti con roditori e uccelli, alimentarli con carni cotte, cibi per gatti confezionati e prodotti caseari pastorizzati. Impedire l'accesso alle pattumiere, coprendole.
Le oocisti sono molto resistenti alle condizioni ambientali e possono essere presenti a milioni in una sola deiezione, quindi può essere molto estesa la contaminazione del terreno del giardino, dei vasi di fiori, della sabbia dei giochi dei bambini, delle cassette dei gatti e le altre aree di suolo sciolto e umido dove i gatti defecano.

In previsione e durante la gravidanza

Escludere dalla dieta carni crude o poco cotte e prodotti caseari non pastorizzati.
Controllare i gatti domestici per gli anticorpi verso il toxoplasma. Nel caso di un gatto sano, un test anticorpale positivo indica che l'animale è molto probabilmente immune e non emtte oocisti e perciò non sarebbe una fonte di infezione. Un gatto sano e privo di anticorpi è molto probabilmente suscettibile all'infezione e disperderebbe oocisti per una o due settimane dopo l'eposizione al toxoplasma. Se possibile, il gatto dovrebbe essere saggiato prima che la donna diventi gravida. La donna stessa dovrebbe essere esaminata per gli anticorpi, prima della gravidanza. La positività del test indicherebbe un'infezione precedente, non trasmissibile al feto. La presenza di anticorpi diminuisce la possibilità di trasmissione congenita nel caso la madre fosse esposta nuovamente al parassita nel corso della gravidanza. Proteggere i gatti dall'infezione (o dalla reinfezione) impedendo loro l'accesso a uccellini, roditori, carni crude e latte non pastorizzato. Evitare di toccare la cassettina. Anche se il gatto è positivo per gli anticorpi, perciò immune, c'è la possibilità di riapertura di oocisti (benché in misura minore che al tempo dell'infezione primaria. Per sicurezza, la cassettina dovrebbe essere pulita ogni giorno da un'altra persona.
Non toccare gatti randagi, perché pelo e zampe possono essere contaminate con oocisti, trasmissibili per contatto mano-bocca.
Allontanare i gatti da letti, cuscini, coperte e altri oggetti usati dalla donna.

Toxoplasma